Putipu-dituttounpo'

Di tutto un pò: Fumetti, Illustrazioni,Informatica e Computers, Astronavi, Star Trek, Star Wars, Fantascienza, Dinosauri, News etc...

16.6.07

Nuovo Blog

1.2.07

LO SPORT FA BENE: la piscina

Tutto succede quando la vs. compagna, coinquilina, convivente etc. guardandosi allo specchio e afflitta da qualche acciacchetto, decide che deve fare moto, e prova a coinvolgervi.

"Dobbiamo iscriverci in piscina, ho già preso appuntamento", vi dice.
Non date peso alla cosa. Avete faccende più pressanti da sbrigare, come vedere a che punto è il download di "hostess_sottomesse.avi" e finire quella vignetta che vi avevano chiesto un mese fa... o forse due.
La cosa, normalmente, vi entrerebbe da un orecchio e uscirebbe tranquillamente dall'altro (in camera avete dei maxiposter dei vostri idoli: Homer Simpson e Peter Griffin, fumate almeno un pacchetto di sigarette al giorno e, soprattutto, siete affezionati alla vostra pancetta, che vi siete cresciuti con tanta devozione ed amore), se non fosse che è venuta a trovarvi vostra madre, la quale sentendo la fatidica frase, il giorno dopo si presenta a casa vostra con accappatoio, ciabatte di plastica, telo mare e occhialini nuovi, dicendo: "Ho sentito che vi iscrivete in piscina e così ho pensato di prenderti queste cose; i costumi ce li hai, ma l'accappatoio si è fatto vecchio..."
Improvvisamente, vi rendete conto di essere stato INCASTRATO.
Così, vi rassegnate e, novelli Sacco e Vanzetti, vi recate con la vostra compagna/coinquilina/convivente/etc al patibolo.
Ovviamente avete scelto la piscina che offre il prezzo più basso.
Si accende la speranza che sia una struttura con una vasca poco più grande del vostro piatto doccia, fatiscente quanto basta per andarsene indignati...
Invece no. La vasca è grande. Vi nuotano tranquillamente svariati tritoni e sirene e il tutto è abbastanza ordinato e pulito.
In segreteria, dovete scegliere i vostri turni. Per forza di cose, dovete scegliere il serale, dalle 20.30 alle 21.30.
L'unica, flebile, speranza che può salvarvi dal fare dell'attività fisica è che i turni rimasti a disposizione possano cadere negli stessi giorni in cui alla tv trasmettono i vostri programmi preferiti. Giammai rinuncereste a Dottor House!
Invece, per la legge di Murphy, sono rimasti liberi gli altri giorni, quelli in cui piuttosto che accendere la tv, preferireste quasi finire quella famosa vignetta.
L'unico evento degno di nota nei palinsesti televisivi in quei giorni è l'appuntamento settimanale del Grande Fratello.
La vostra mente valuta se è il caso, e dopo aver deciso che c'è un limite a tutto, si rassegna: farete attività fisica.
E lo fa stimolandovi con una serie di luoghi comuni, quali: "lo sport fa bene", "fare movimento non ti ucciderà", "il nuoto è lo sport più completo di tutti", comportandosi esattamente come se dovesse rilasciare delle endorfine per lenire il dolore di quella vecchia ferita da scheggia di granata, ricevuta durante la guerra di Corea.
Pagate e vi consegnano un tesserino smunto. "Quando iniziate?" chiede la segretaria. "Domani", risponde la vostra c/c/c/etc. "Ah si?!?" ribattete voi, assumendo un'espressione stupita, come per dire: "Cazzo, ma fai sul serio?!?".
"Eccone un altro..." si legge chiaramente negli occhi della segretaria.
La sera dopo.
Avete avuto (o meglio, l'hanno avuta per voi) la bella idea di iniziare la vostra attività d'inverno.
Naturalmente in quello più rigido; infatti, scansate un paio di pinguini dall'aria smarrita ed arrivate in piscina.
Entrate nello spogliatoio. Cercate un angolino il cui pavimento sia meno bagnato del resto del locale, in maniera da potervi togliere pantaloni, scarpe e calze senza doverle inzuppare.
Riuscite nelle operazioni dopo incredibili contorzionismi degni di uno scafato circense, chiedendovi se non fosse questa la vera attività fisica della piscina, e attraversate la porta che vi conduce alla vasca.
Qui lasciate il tesserino al vostro angelo custode.
Uguale uguale a Pamela Anderson in Baywatch, se quest'ultima avesse avuto pancia, barba, un tatuaggio che recita più o meno "La galera è la mia droga: scusa mamma!" e una calvizie in stato avanzato, che si contrappone curiosamente ad una villosità più folta della foresta amazzonica.
Vi immergete nell'acqua, stranamente tiepida (fate mente locale e cercate di capire se il turno prima del vostro fosse quello dei bimbi dai tre mesi ai quattro anni) e iniziate a nuotare.
Lo fate col vostro stile personale. Quasi uguale a quello del vostro labrador, solo che lui nuota meglio, forse perchè ha le zampotte palmate.
Dopo due vasche, vi siete già rotti le palle di fare su e giù per la stessa corsia. Non sapete nuotare, ma essendo nati in un porto, siete abituati al mare e alla libertà di andare nella direzione che più vi aggrada. Vorreste tagliare per le altre corsie, ma vi blocca il pensiero di Pamela Anderson, appollaiato lì, nel suo banchetto. Non sembra affatto un tipo spiritoso; meglio soprassedere.
Così, vi fermate un attimo a riprendere fiato e notate che c'è qualcosa che non quadra.
Lì per lì non ci avete fatto caso.
La cosa più evidente sono le donne: le avete viste fuori, vestite con jeans e pantaloni attillati, gonne con spacchi vertiginosi e stivali con tacchi a spillo e vi siete rincuorati. Ora in piscina siete nel regno della cellulite, delle smagliature, e notate che tutte hanno di seno almeno due misure in meno. Ma non sono loro la nota stonata. A mare avete già visto cose simili e avete già sporto denuncia ai NAS contro i produttori di push-up e mutande che raccolgono, spingono su e modellano forme inesistenti .
Sono i maschietti, la nota stonata.
Nuotano con stile perfetto, fanno vasche su vasche, conoscono ed eseguono tutti gli stili infaticabilmente e senza la minima sbavatura, sono lì da anni, eppure non hanno nulla di Rosolino, come ci si aspetterebbe. Anzi alcune epe sono più prominenti della vostra.
La cosa non vi torna. Per niente.
Riprendete a nuotare, scambiandovi manate sulla testa, le spalle e la schiena con quelli che nuotano nella vs stessa corsia in senso contrario, sotto lo sguardo attento di Pamela, finchè il vostro turno non finisce.
Uscite dall'acqua e sentite un certo non so chè. "Và, che bella sensazione di freschezza!" pensate, mentre una lieve sensazione di leggerezza vi formicola addosso. "Và, come formicola!" in particolare sulle gambe.
Dal formicolio passate al dolore. In particolare la fascia lata (sì, perchè nel frattempo avete rispolverato le nozioni di anatomia artistica, che pensavate di usare per quella famosa vignetta) sinistra grida il suo disappunto.
La vostra faccia si contrae in uno spasmo che sembra un sorriso idiota. La vostra mente vi dice:"E' un segno positivo, vuol dire che il moto che hai fatto, sta dando i suoi frutti! Ora non rompere le palle che c'ho da pensare alla scheggia di granata!"
Ritornate negli spogliatoi, fate la doccia e dopo altri mille contorzionismi, riuscite faticosamente a rivestirvi quasi senza bagnare i vestiti sul pavimento.
Uscite zoppicando ad asciugarvi i capelli e notate che l'unica presa libera per il fon è accanto a quella utilizzata da una ragazza che, rivestitasi, è ritornata in modalità gnocchetta. Appena fate il gesto di attaccare la spina, lei (forse spaventata dalla paresi che che il vostro volto ha assunto per il dolore alla gamba, oppure sconvolta da ciò che ha visto in piscina), stacca il suo asciugacapelli e si allontana all'estremità opposta del corridoio, attendendo il suo turno per asciugarsi.
Infine, passate un'oretta a cercare le chiavi della vostra auto, che si sono perse nei meandri del vostro borsone.
Finalmente uscite. Una gelida sferzata di vento vi ghiaccia i neuroni, mentre i vostri polmoni reclamano la dose di nicotina che avrebbero dovuto assumere già da tempo e lo stomaco reclama cibo. Tanto cibo. Moltissimo cibo. Avete l'appetito più feroce dell'ultima carestia che il pianeta ricordi.
Ed ecco che, piazzato in posizione strategica a soli 500 metri dall'ingresso della piscina, compare come per miracolo il chioschetto dei panini. Mandate a quel paese la vs c/c/c/etc che farfuglia qualcosa circa il freddo e la necessità di tornare a casa, e vi precipitate come un levriero verso il miraggio, fumandovi nei 500 metri suddetti, tutte le sigarette che vi sareste fumate tranquillamente in un paio di ore, magari tutte insieme, incenerendovi la gola.
E lì si svela il mistero. Ci sono tutti i maschietti del vostro turno di nuoto libero. Ora tutto vi è più chiaro.
Compiaciuti della scoperta, ordinate alla rubiconda signora un hamburger triplo, con formaggio, cipolle, peperoni, salsa piccante, patate fritte, tabasco e chetchup, senza minimamente porvi il problema di come farà quella roba ad entrare nella vostra bocca (non essendo voi dotati di mascelle slogate come i serpenti), mentre il garzone del chioschetto ogni tanto spara qualche colpo in aria con un fucile a pompa, per allontanare gli orsi polari che si avvicinano, attratti dall'odore del cibo.
Dopo cinque megapanini (accompagnati da acqua naturale, perchè le bibite gassate FANNO MALE), il freddo intenso vi provoca, finalmente, una fantastica congestione...

...diversi mesi dopo:
Continuate ad andare in piscina. Si nota dal fatto che ormai i muscoli del vostro corpo sono completamente fuori uso, fumate come una ciminiera, i vostri neuroni sono stati completamente estinti dal freddo, rendendovi ad una sorta di vegetale che si muove per inerzia e si esprime mediante gutturali monosillabi, avete preso parecchi chili e il vostro fegato urla vendetta.

Tuttavia continuate...
Perchè LO SPORT FA BENE.

19.11.06

After Lucca

Eccomi qui, dopo tantissimo tempo a postare nuovamente.
Lucca è stata qualcosa di fantastico. La formula in città funziona e piace a tutti.
Nei giorni feriali, pareva addirittura esseci poca gente, perchè le persone, finalmente, potevano sparpagliarsi libere dappertutto.
Qualche casino nel primo giorno, sulle modalità d'accesso, e sulla segnaletica inesistente. Ma tutto è andato liscio. Nessuna orda barbarica ha devastato la città, come qualcuno temeva. Solo gente abbastanza contenta e soddisfatta. Un a edizione da ricordare, nonostante i detrattori storici, privi di obiettività, dicano il contrario.
Bella. Ancora!

Le foto su www.ussluccagames.it

25.10.06

LUCCA COMICS IS COMING





Oggi vado ad allestire... ci siamo.

24.9.06

In ricordo di Pino Indini

Ho saputo della morte di Pino Indini stamattina.
Una delle persone che hanno dato inizio alla mia "carriera" non c'è più.
Mi pare fosse l'estate del 1986 e Pino mi fece sapere che voleva che illustrassi il suo "Nuovi Racconti di Coco Lafungia". Discutemmo della cosa all'ex ospedale Di Summa, mentre ero a Brindisi in vacanza. Mi trovai di fronte ad una persona buffa, simpatica, estremamente concreta e spietatamente onesta nel dirmi: "Non ci sono compensi, perchè il libro me lo sto pagando da me, o quasi, ma posso farti una pubblicità incredibile". Oggi è una scusa abusata, all'epoca e detta da lui, era una realtà.
Iniziammo quindi quest'avventura che definirei "artigianale", in perfetto stile Lafungiesco. Un avventura fatta di telefonate e lettere raccomandate, con le quali Pino (che io ho sempre chiamato Coco) copriva gli 800 km che ci separavano raccontandomi gli episodi di Coco Lafungia che avrei dovuto illustrare. Poi io disegnavo le vignette (a guardarle oggi mi viene da ridere: errori di prospettiva, ingenuità del tratto e nella caratterizzazione dei personaggi etc) e partivo alla estenuante ricerca di un fax per mandargliele in visione. Spesso mi chiedo se oggi, realizzare un libro sarebbe stata la stessa cosa. Per quello che ho potuto constatare no. All'epoca i computer erano un lusso per pochi e non sarebbero stai all'altezza del compito; internet e diavolerie comode per questo tipo di lavori, come la posta elettronica e protocolli ftp erano relegati alla fantascienza.
Ma oggi manca quello che Pino riusciva a dare e che oggi pare essere scomparso: il contatto umano.
Si prendeva la briga di scriverti, di chiamarti, di suggerire quale scena realizzare, e riusciva a farlo senza mettere bocca sul tuo lavoro; soprattutto, trasmetteva entusiasmo. Oggi non lo fa più nessuno, e quando lo fanno pretendono di insegnarti il mestiere; entusiasmo non sanno nemmeno come si scrive.
Nel frattempo, manteneva la promessa: ove possibile, usciva sempre un'anticipazione del prossimo libro. Ovunque, il mio nome era scritto in maniera chiara e leggibile. Forse Pino, con un dieci, quindici anni di anticipo rispetto ai tempi, inventò quello che oggi chiamano "marketing virale". Tutti a Brindisi sapevano che qualcosa bolliva in pentola, ma non sapevano ancora il come o il quando.
Il libro uscì. A guardarlo oggi, fa sorridere. Grafica povera, materiali non eccezionali. Una semplicità estrema. Con i mezzi di oggi chiunque, forse, potrebbe realizzare prodotti migliori. Ma "Nuovi Racconti di Coco Lafungia" aveva qualcosa che oggi non c'è più: il cuore.
Il successo editoriale che ebbe quel libro fu enorme, anche per i canoni odierni. Non mi ricordo con esattezza le cifre (ma erano tante, tantissime copie), ma scommetto che oggi un editore farebbe carte false per raggiungere lo stesso numero di copie vendute.
Pino riusciva con le sue opere a stringere un legame con i lettori come pochi autori riescono a fare. Non era un'entità astratta, un nome stampato su una copertina.
Era un Brindisino. Vero, ruspante, arguto e battagliero. E, che a differenza di molti altri suoi concittadini, amava la sua città e si incazzava nel vederla perire.
Contemporaneamente, per me iniziarono sporadiche collaborazioni con l'Eco di brindisi, Meridiana (un mensile interessante che purtroppo non ebbe seguito) e grazie all'oggi direttore di Senzacolonne, Gianmarco Di Napoli, con il Quotidiano.
Quante suole consumai per trovare dei fax, nel 1986-87.
Che pena vedere i miei disegni pubblicati a "quadrettoni".
Ho sempre pensato con molta nostalgia e affetto a quel periodo. Ho sempre con me quel libro, me lo sono portato dietro, ogni tanto lo rileggo, e rido come allora.
Qualche mese fa, un brindisino per e-mail mi ha chiesto se potevo procurargliene qualche copia, ma purtroppo non ho potuto essergli d'aiuto.
Spesso (anche recentemente) ho pensato anche di collaborare di nuovo con Pino, ora che so disegnare un pò meglio. Ma gli impegni e il fatto che ne avevo perso le tracce me l'hanno impedito.
Mi sarebbe piaciuto rivivere con lui quei momenti.
Ho fatto l'errore di pensare: "vabbè, tanto è a Brindisi, ce l'ho sottomano, ci si vedrà prima o poi"
Purtroppo le cose non sono andate così.
Avrei voluto disegnare qualcosa per ricordarlo. Ma non mi è venuto niente che potesse descrivere in maniera immediata tutto ciò che ho detto finora.
Meglio scrivere due righe...
Un abbraccio a Emy, Francesco ed Elvira.
Ciao, Coco...

20.9.06

Fantastico

Guardate qui cosa fa questo modellino!!!

31.8.06

Fine pausa estiva

Eccomi qui.
Fine del post (per la serie ho finito le banane, prima di iniziarle)